Il prezzo del petrolio WTI (West Texas Intermediate) è in calo a 101,47 dollari al barile, con una flessione dell'1,27%. Il Brent si attesta invece a 114,16 dollari, in diminuzione dell'1,01%. I dati sono riportati da Investing.com il 29 ottobre 2026, con il WTI a 102,3 dollari alle 15:40 del 28 ottobre. Il 28 ottobre i prezzi del petrolio sono aumentati del 3,5%, sostenuti da un rialzo delle stime sul Brent da parte di UBS e da un calo a sorpresa delle scorte di greggio statunitensi, secondo quanto riferito da Reuters.

Il differenziale di prezzo tra WTI e Brent per dicembre è previsto in ampliamento, segnala Investing.com, suggerendo un possibile aumento dell'offerta di greggio statunitense. Tuttavia, il mercato resta in tensione per la possibile escalation in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno chiesto ad alcuni Paesi del Golfo Persico di prepararsi a una campagna militare, e il presidente statunitense Donald Trump starebbe valutando un attacco su vasta scala dopo le elezioni di midterm del 3 novembre, come riporta Il Sole 24 Ore.

Il conflitto in Medio Oriente ha già avuto effetti significativi sui mercati energetici. Il Brent è quasi raddoppiato dall'inizio dell'anno, in seguito al conflitto iniziato a febbraio tra Stati Uniti e Iran, secondo Reuters. Il presidente Trump ha inviato ulteriori forze militari nel Golfo Persico, incluso un terzo gruppo navale con una portaerei.

Le elezioni in Israele, concluse con la vittoria del primo ministro Benjamin Netanyahu che ha ottenuto 53 seggi contro i 48 del leader dell'opposizione Gadi Eisenkot, non hanno ancora portato a progressi nei colloqui per la formazione di una coalizione di governo, secondo Il Sole 24 Ore. Nel frattempo, una nuova bozza di accordo tra Stati Uniti e Iran è in fase di esame da parte di Teheran, con una risposta attesa entro la fine della settimana, riferisce Reuters.

Nonostante questi sviluppi, il mercato resta cauto. "Il mercato sta affrontando la questione con cautela", afferma Ole Sloth Hansen, responsabile della strategia sulle materie prime di Saxo Bank, citato da Il Sole 24 Ore.

Il Medio Oriente continua a rappresentare un'area di elevato rischio per il mercato petrolifero. Gli attacchi ai terminal petroliferi sauditi da parte dei ribelli Houthi sostenuti dall'Iran, tra cui un recente incendio vicino al principale terminale petrolifero saudita a Ras Tanura, hanno fatto salire il Brent di oltre il 4%, secondo Reuters. Per motivi di sicurezza, il Comando delle forze navali statunitensi ha raccomandato alle navi commerciali di evitare l'area tra il Golfo di Oman e lo Stretto di Hormuz.

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