In Cina, l’indice STAR50 ha perso circa il 40% del suo valore in meno di quattro mesi, corrispondente a circa 480 miliardi di dollari di valore di mercato, con le aziende del settore dell’intelligenza artificiale che hanno subito le perdite più significative. Da maggio 2026, il mercato azionario cinese ha perso oltre 2.400 miliardi di dollari, secondo Bloomberg, mentre nello stesso periodo il Nasdaq ha registrato una perdita del 6%.

Le cause principali di questo crollo sono valutazioni troppo elevate, aziende senza un modello di business solido e rischi legati a possibili divieti o limitazioni all’uso di apparecchiature cinesi nei data center da parte degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali. Le aziende che si occupano di intelligenza artificiale rappresentano il 42% del valore complessivo delle società quotate in Cina, secondo Goldman Sachs. Leo Wang, partner di Qianchuang Capital, ha dichiarato che la scelta di dare un peso eccessivo alle aziende tecnologiche negli indici principali ha creato una bolla grave in alcuni settori.

Un altro fattore che ha contribuito alla crisi è la strategia adottata dalle aziende cinesi per competere nel mercato interno dell’intelligenza artificiale. Aziende come Moonshot AI, MiniMax, Z.ai, DeepSeek e Alibaba hanno adottato modelli aperti, offrendo i loro servizi gratuitamente o a prezzi molto bassi, creando una corsa al ribasso che ha messo in difficoltà molte società. MiniMax ha visto il suo valore dimezzarsi dalla quotazione, mentre Z.ai ha perso il 63% dal picco di giugno.

Non è possibile fare un confronto diretto con il settore dell’intelligenza artificiale statunitense, poiché la maggior parte delle aziende americane non è ancora quotata in borsa; Anthropic è in procinto di quotarsi. Tuttavia, anche settori collegati all’intelligenza artificiale, come quello dei semiconduttori e della robotica, stanno risentendo della situazione.

Nonostante ciò, l’indice Hang Seng di Hong Kong ha aperto con un incremento dello 0,28% questa mattina, 29 ottobre 2026. In Cina, il Csi 300 è entrato in un mercato orso, perdendo oltre il 20% rispetto al picco di giugno. Gli investitori cinesi hanno venduto titoli per 20 miliardi di dollari locali dall’inizio di ottobre 2026.

Nel frattempo, Pechino sta intervenendo per sostenere i mercati azionari, mobilitando fondi e broker vicini al governo per acquistare azioni. Gli acquisti della cosiddetta “squadra nazionale” sono stati i più intensivi dall’aprile 2025, secondo analisi di Macquarie.

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