Binance ha ripreso i prelievi per gli utenti dopo il furto record da 6.3 miliardi di dollari in token sottratti dagli hot wallets. La piattaforma ha annunciato che il 90% degli asset rubati è stato coperto attingendo al Secure Asset Fund for Users (SAFU), a una parte del fondo assicurativo per i Futures e alla tesoreria aziendale.

L’annuncio del furto era arrivato giovedì, mentre domenica Binance ha ripristinato i prelievi sulle reti di BTC, ETH e BNB Smart Chain. La società ha dichiarato: “Binance assorbirà l’impatto finanziario di questi fondi rubati, non i nostri utenti”. La copertura è stata possibile grazie a tre fonti principali: il SAFU, una parte del fondo assicurativo per i Futures e la tesoreria aziendale.

Tra i token rubati, quelli più liquidi – BTC, ETH, USDT, BNB, SOL, USDC, XRP, USD1, RLUSD e ZEC – sono stati completamente coperti. Per il restante 10% di token meno liquidi, Binance ha spiegato che potrebbero essere necessari più tempo per il recupero, data la loro liquidità limitata.

Binance sta inoltre indagando sull’attacco, per il quale non sono stati forniti ulteriori dettagli. Inizialmente la società aveva suggerito che il laptop di un ingegnere DevOps fosse stato compromesso, ma in una successiva dichiarazione il Co-CEO Richard Teng ha corretto il tiro, parlando di un processo più complesso e non di un singolo punto di ingresso.

L’FBI ha attribuito il furto alla Corea del Nord, affermando che gli attori malevoli nordcoreani hanno già iniziato a riciclare gli asset rubati e a convertirli in Ethereum. TRM Labs ha individuato somiglianze con attacchi precedenti legati alla Corea del Nord, come il furto di Bybit e KelpDAO nel 2026.

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